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Sembra che tra le popolazioni nomadi di questa regione
ebbe a svilupparsi la più ricca e complessa varietà
di tecniche nelle quali erano utilizzati materiali come
il lino o la lana e nelle quali venne messa in atto fin
dagli ultimi secolo avanti Cristo la tessitura a nodi, la
forma più evoluta di fabbricazione del tappeto, destinata
poi a complicarsi e a dare forma a numerosi ulteriori stili
sempre più complessi e preziosi. E' nell'Asia centrale
infatti che si colloca l'origine del primissimo tappeto
da noi conosciuto, il tappeto detto di Pazyryk, (V sec.
A.C.) opera già evoluta che con molta probabilità
non rappresentò una forma di realizzazione isolata.
Le primissime forme di lavorazione di tappeti in senso
proprio, di realizzazioni cioè già sofisticate
e di elaborazioni che già hanno in tutto e per tutte
la caratteristiche di tappeto come noi le intendiamo si
affermano quindi tra il IV e il III sec. avanti Cristo soprattutto
in Persia e in Mesopotamia: le tecniche utilizzate hanno
già portato ad un alto grado di elaborazione l'utilizzo
del nodo. Nel corso dei secoli tali tecniche subiscono ulteriori
evoluzioni fino all'inizio dell'era Islamica. E' in questo
momento infatti che si impone il modello tipico di tappeto
da noi conosciuto e nel quale si porta la relativa arte
ai suoi vertici.
Nell' arte islamica infatti le decorazioni dei tappeti
assumono i loro caratteri più tipici; nel corso di
questa epoca sono mutuate dall'Oriente la tipologia dei
nodi e si afferma l'utilizzo di figure geometriche, di forme
vegetali stilizzate o di rappresentazioni animali mentre
le coloriture più utilizzate sono l'azzurro, il blu
scuro, il marrone e il rosso. E' in questo momento che l'arte
dell'annodatura, presente nelle regioni più svariate
sin dalle epoche più antiche raggiunge la sua forma
più raffinata e perfetta, tanto da far si che il
tappeto diventi il vero simbolo della cultura e dell'arte
araba.
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